Desideri più produttività e creatività? Attento all’equivoco

A prescindere dalla tua professione essere produttivi è una qualità importante ed apprezzata.

Se lavori in proprio ed a contatto con le tecnologie digitali può diventare una qualità fondamentale.

Lo stesso vale per la creatività, agognata sul lavoro, ma anche in tanti aspetti della nostra vita personale.

L’anno scorso abbiamo raccolto centinaia di risposte ad un sondaggio sui danni e le frustrazioni più diffuse causate dal Digital Stress.

Molte di queste erano di persone che lamentavano crolli di risultati, difficoltà ad essere creativi ed il desiderio di essere più produttivi ed efficaci.

Io stesso fin da giovanissimo sono stato fissato dall’idea di trovare la formula per ottimizzare la mia produttività e processi creativi.

Per ottenere più risultati in meno tempo ed avere più tempo libero.

Che giovane sciocco.

Sono caduto in un equivoco,
che a mia discolpa è molto diffuso.

Ovvero che produttività e creatività seguano regole matematiche, lineari, controllabili e riproducibili. 

(Che se parliamo di produttività in una catena di montaggio può anche essere vero, ma non è questo il caso).

Per esempio lavorando online mi trovavo spesso a dovere scrivere contenuti per un blog, rispondere alle email di potenziali clienti e partner, creare contenuti multimediali.

Ho provato innumerevoli metodi per elaborare un sistema preciso e prevedibile per terminare tutte le attività nel minor tempo possibile.

Alcuni di questi metodi hanno portato benefici.

Ma comunque c’erano giorni in cui le energie creative fluivano, la mia concentrazione era eccellente e terminavo tutte le attività in poche ore con un senso di grande soddisfazione.

Ed invece giorni in cui, nonostante tutti i miei accorgimenti, ogni attività pesava come un macigno, scrivere non mi veniva, e più cercavo di focalizzare la mia attenzione, più questa vagava, lasciandomi un senso di incompiuto e frustrazione.

La frustrazione più grande era che quando pensavo di avere trovato la formula per ottimizzare la mia produttività, nel giro di qualche giorno o settimana, mi rendevo conto che questa non era affatto affidabile.

Fraintendevo i principi alla base di creatività e produttività.

Non trovavo una formula matematica, perché questa formula non c’era. Non è mai esistita.

Col tempo ho realizzato ed accettato che i processi che portano alla creazione di grandi progetti in buona parte non sono affatto lineari, anzi la parte creativa a volte sembra emergere in modo totalmente casuale.

E va bene così.

Realizzarlo è stato liberatorio, il senso di essere indisciplinato, distratto ed improduttivo, si è semplicemente dissolto. 

Quello che ho realizzato in prima persona ed osservando i clienti di coaching con cui ho lavorato per lunghi periodi è che creatività e la capacità di creare risultati sono qualità innate e naturali.

Non servono libri o nozioni per impararle.

Anzi spesso nel cercare di incanalarle, strutturarle e sistematizzarle si creano più ostacoli che soluzioni.

Al riguardo, tutti nella nostra vita abbiamo sperimentato a qualche livello lo stato di flusso.

Quello stato in cui ci ritroviamo completamente presenti ed immersi in quello che stiamo facendo, perdiamo il senso del tempo e spesso creiamo o realizziamo cose di cui non sapevamo di essere capaci.

Sportivi, musicisti, scrittori, coach, speakers conoscono bene quella sensazione. 
Quando le parole, i movimenti o la musica fluiscono, senza sforzo, in quel momento non abbiamo dubbi o incertezze. 

Alcuni descrivono l’esperienza come il sentirsi connessi a qualcosa di più grande che “trasmette” loro che cosa fare.

Lo stato di flusso è stato studiato estensivamente nelle sue caratteristiche dal ricercatore Mihaly Csikszentmihalyie e tantissimi dopo di lui.

Una delle caratteristiche più affascinanti è lo stato in cui si trova la nostra mente in quei momenti.

Quando ad una persona che è nel flusso viene chiesto a che cosa sta pensando in quel momento, la risposta è qualcosa del tipo: a niente.

Che a rispondere sia uno sportivo, un internet marketer oppure un esperto di public speaking, il risultato non cambia.

Avere pochi pensieri in mente, o fare poco caso a quest’ultimi, durante quei momenti, è una caratteristica ricorrente in quello stato di flusso.

In altre parole:
 

Una mente serena è una caratteristica ricorrente nei momenti in cui è ì spontaneo creare risultati ed accedere alla nostra creatività innata.


Eppure ironicamente quando ci si sente “bloccati” sul lavoro, nella realizzazione di un progetto, si tende a premere sull’acceleratore della mente, immaginando che pensandoci abbastanza a lungo si troverà una soluzione.

Oppure ci si attacca ad internet, si passa il tempo sui social media, si accumulano informazioni, ci si distrae a rispondere ai messaggi, si crea un senso di essere impegnati e lo si confonde con l’essere produttivi.

Ma molto raramente pensieri veloci e confusi portano a risultati degni di nota.

Questo equivoco è causa di stress e sofferenza a livello personale e perdita di tempo e profitti per aziende ed organizzazioni.

La buona notizia è che la soluzione è ad un pensiero di distanza, in un semplice cambio di approccio.

Grazie per avere letto fin qui, mi farebbe piacere se volessi condividere la tua esperienza.

Quando essere produttivo e creativo è stato semplice per te e quando è invece è stata una sofferenza?

Ti interessa questo argomento, vorresti vederlo approfondito?

Scrivici su [email protected] , la tua opinione per noi è davvero importante.

A presto!
Andrea

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