Gli effetti di Smartphone e Social Media sulla nostra mente – ecco cosa fare

Per quale motivo utilizzi il tuo cellulare così tante ore al giorno? 
Perché passi così tanto tempo sui social network?

Negli anni ho ricevuto diversi tipi di risposta a queste domande.

“ mi rilassa”, “mi fa sentire bene”, “così non penso a niente”, “voglio divertirmi”.

Oppure.

“lo faccio per lavoro, ma poi mi distraggo”, “connettendomi con tante persone mi sento produttivo”.

Leggendo queste risposte è evidente che cosa tutte hanno in comune: le personevogliono cambiare il loro stato emotivo. 

Non sono contente di come si sentono in quel momento, intuiscono che potrebbero sentirsi meglio e le immense opportunità offerte da smartphone, internet e mondi virtuali sembrano una valida promessa di felicità e sollievo.

Il volere stare bene è un desiderio sano. 

Percepire a qualche livello che è possibile raggiungere un livello di benessere superiore è un ottimo segnale di connessione con la nostra saggezza innata.

Il problema è quando si fraintende come fare.

Passare lunghe ore imbambolati davanti ad uno schermo, grande o piccolo che sia, posticipare le cose importanti, saltare da un sito web all’altro, alternare pensieri ossessivi a stati confusionali, non è la risposta.

Se lavori con le tecnologie digitali, che tu sia un imprenditore, un libero professionista, un esperto o un creativo, sai di cosa sto parlando.

Non ha niente a che vedere con l’utilizzo professionale di questi strumenti.

È quando si passano ore ed ore a cercare qualcosa in quelle attività digitali, senza trovare quello che stiamo cercando.

Alcuni percepiscono che quelle ore sono passate inutilmente e si addolorano per il tempo sprecato.

Altri continuano imperterriti a perpetuare il ciclo. 
Dopotutto c’è sollievo e piacere in quelle attività digitali. 

Il concetto di “mi piace” nei social è stato pensato su misura. Abbiamo un senso di piacere quando un nostro contenuto riceve tanti “like”, quando riceviamo notifiche di attività che ci riguardano.

Lo stesso per dispositivi, applicazioni e videogiochi, sono pensati per farci sentire appagati mentre li usiamo e farcene sentire la mancanza quando smettiamo.

(Le scoperte dei neuroscienziati al riguardo sono affascinanti e spaventose)

Queste attività sono però destinate a lasciare un perenne senso di insoddisfazione.

La stessa cosa vale per sigarette, alcool e cioccolata, possono darci una sensazione di piacere, sollievo ed euforia, ma è di breve durata e mai davvero soddisfacente. (Anche se sulla cioccolata potrei sbagliarmi :D).

Quindi:

se il desiderio di volere stare meglio è sano, ed il problema è quando cerchiamo il come fare nei posti sbagliati – magari sbagliandoci innocentemente, a causa dei condizionamenti sociali e dei media che hanno l’interesse di puntarci in quella direzione – cosa fare?

Un cambio di prospettiva fondamentale durante la mia ricerca è stato il domandarsi quale fosse la fonte della nostra esperienza, l’origine del nostro stare bene e stare male.

La risposta è tanto semplice quando potente: i nostri pensieri.

La nostra esperienza della realtà è infatti composta dai nostri pensieri.

Questo fatto è stato riconosciuto da millenni e ricercato da innumerevoli discipline, che si focalizzano nell’osservare, calmare, modificare i pensieri, per diversi intenti: dalla pace interiore, all’illuminazione all’ottenere più risultati nel business.

Più una persona ha una comprensione del ruolo del pensiero ed il funzionamento della mente, più riesce a muoversi con serenità ed eleganza nella vita.

Ma ecco una cosa interessante quando consideriamo il ruolo della tecnologia digitale.

La tecnologia digitale, con la sua enorme ricchezza di informazioni, stimoli, notifiche e logiche interne, sovraccarica la nostra mente.

pensieri diventano veloci e confusi. 

pensieri sono la materia che compone la nostra percezione ed esperienza della realtà.

Quando i nostri pensieri frullano all’impazzata, coscientemente o inconsciamente, tutti gli aspetti della nostra vita ne risentono.

La nostra stessa percezione di ogni aspetto della nostra vita ne è influenzato.

Realizzare il funzionamento del nostro pensiero ci permette di prendere consapevolezza di quando questo avviene.

Questo senza che siano necessarie complicate tecniche o accorgimenti.

Approfondirò il discorso nei prossimi giorni.

Osservare quello che accade quando una persona si imbatte in questa realizzazione ha rivoluzionato la mia vita ed il lavoro di me e Dario con i nostri clienti di coaching.

Complimenti se sei arrivato a leggere fino a qui, significa che probabilmente intuisci il messaggio più profondo che sta dietro a quanto ho scritto 🙂

Nei prossimi giorni prova a prestare attenzione ai tuoi pensieri in diversi momenti della giornata.

Quando ti senti bene, quando ti senti stressato sul lavoro, quando ti senti confuso, oppure quanto ti senti nel flusso.

Cosa noti?

Mi fa molto piacere se vorrai condividere i tuoi pensieri e la tua esperienza al riguardo.

Scrivimi pure su [email protected] Stressfree.com , non mi perderò una risposta.

A presto!
Andrea 

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